Vicenza-Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi


I Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca
23 novembre 2018 – 10 marzo 2019

Visita la mostra con noi!
Un viaggio tra sacro e profano per conoscere da vicino un secolo affascinante e raffinato!

10 gennaio 2018 ore 17.30
25 gennaio 2018 ore 17.30

Ci sono ancora posti disponibili!
info@wetourguide.it
cell: 3382106507

Il Colore è il vero protagonista della bellissima esposizione d’arte in corso nella città di Vicenza fino al 10 marzo 2019. Un evento nell’evento rappresentato dai dipinti-capolavoro provenienti dalla prestigiosa collezione di arte veneta del Museo Pushkin di Mosca; ben 24 opere in mostra accanto a 41 tele espressione della migliore tradizione della pittura veneta del secolo dell’Illuminismo appartenenti alla collezione della Pinacoteca cittadina. Attraversando le sale espositive, la mostra “Il trionfo del colore” consiste in un viaggio dentro il colorismo del Settecento veneto, il vero tratto distintivo dei pittori protagonisti dell’epoca. Primo fra tutti Giambattista Tiepolo, e poi Sebastiano Ricci, precursore della riscossa della pittura veneta nel secolo del declino politico della Serenissima, Giambattista Pittoni, Luca Carlevarijs, Giambattista Piazzetta senza dimenticare Antonio Canal o Canaletto, Bernardo Bellotto e Francesco Guardi. Artisti noti e attivi in Europa nonché apprezzatissimi, imitati, scelti dai collezionisti e diventati un modello per le generazioni successive.

Il trionfo della pittura veneta del Settecento ha un doppio riflesso nella seconda sede espositiva collegata alla Pinacoteca di Vicenza. E’ Palazzo Leoni Montanari, sede delle Galleria d’Italia di Intesa, dove l’avventura visiva continua attraverso i dipinti della collezione di Pietro Longhi e della sua scuola e di altri capolavori imperdibili.

Wetour Guide è lieta di offrire l’occasione di accompagnarvi alla scoperta dell’affascinante stagione dell’arte lagunare esposta in questo evento.

Qualche esempio? Per i vicentini attenti e per i foresti curiosi sarà divertente osservare il dipinto del veneziano Francesco Aviani,  “Paesaggio con Lazzaro e il ricco Epulone” esposto in mostra a palazzo Chiericati.

E’ vero, bisogna strizzare gli occhi per vedere Epulone che si ingozza davanti al povero Lazzaro…
Ma dall’altra parte invece quello che salta subito agli occhi, vi sembrerà familiare. Quegli archi, la torre che sbuca nello sfondo e le montagne sono vicentini.
E’ un gioco meraviglioso tra realtà e fantasia che vi catturerà nelle prime sale della mostra e vi trasporterà dentro i dipinti, “capricci” di un’epoca, quella del ‘700, amante dell’antico ma estremamente attenta anche al presente,  rappresentato in modi idilliaci.

La mostra propone anche un viaggio tra sacro e profano : da un lato la devozione accorata del secolo dei lumi, dall’altro le avventure e le gesta  di eroi antichi e divinità mitologiche raccontate con sensualità e vivacità

Se alla fine della mostra vorrete continuare a scoprire gli altri tesori della città, WeTour  vi propone anche un secondo viaggio parallelo fuori dalle sale museali, quindi in città, nelle chiese e nelle ville del territorio vicentino attraverso i nostri itinerari tematici.

Contattateci per ulteriori informazioni o per prenotare la vostra visita alla mostra!

Vi piacciono le curiosità? seguiteci su facebook!

 

Asolo

Borghi, castelli, paesaggi dolci, atmosfere vivaci, riflessi d’acqua, sapori di terra e di mare…i dintorni di Treviso offrono la giusta percezione di quel Veneto sospeso tra la laguna e le montagne dove le tradizioni si mescolano e creano atmosfere di grande suggestione.

ASOLO
Durata : 1,30h

WeTour propone una visita panoramica della cittadina. Dopo una breve salita a piedi entreremo nel cuore di questa vivace cittadina di grande tradizione storica definita “uno dei borghi più belli d’Italia”.
Cominceremo visitando gli interni del Duomo, chiesa del V – VI secolo danneggiata con il terremoto del 1695 e in seguito ristrutturata; osserveremo le famose pale dell’Assunzione in cielo di Maria di Lorenzo Lotto e Jacopo da Ponte e la fonte battesimale dono di Caterina Cornaro alla comunità di Asolo. Dalla piazza principale caratterizzata dalla fontana con il Leone alato simbolo del dominio veneziano, raggiungeremo il castello che fu residenza di Caterina Cornaro. Lì faremo rapire dalla storia della bella regina di Cipro e dalle belle vedute dal belvedere del castello. Proseguiremo con una passeggiata tra le vie del borgo fino a soffermarsi per i nostalgici appassionati di poesia e arte, davanti alla residenza di Eleonora Duse, dove ancor oggi, c’è chi con devozione le porta sempre una fresca rosa rossa.

Possagno

POSSAGNO
Durata : 2,30h

Stretto a nord e sud dai monti, Possagno  si apre verso i paesi di Cavaso del Tomba e Paderno del Grappa, in provincia di Treviso.
Cittadina di piccole dimensioni, la sua fama è legata al suo più illustre cittadino Antonio Canova.
Il nostro itinerario parte proprio dalla casa natale di Antonio Canova il più grande scultore neoclassico. La Gipsoteca al suo interno raccoglie la grande eredità d’arte lasciata da questo artista in tutti i modelli originali delle sue sculture, i bozzetti in terracotta, i disegni e i dipinti. I gessi presenti nello studio romano furono così riuniti in questo edificio del 1834 cercando di ricostruire la disposizione che c’era nello studio romano di Antonio Canova. Negli anni 50 del Novecento si aggiunse un’ala progettata dal famoso architetto Carlo Scarpa che curò particolarmente la luce naturale facendola filtrare dall’alto. Senza dubbio vedrete uno dei musei più belli del Veneto riferimento imprescindibile per tutti i musei del mondo che custodiscono gelosamente i capolavori in marmo espressione della genialità del Canova. Conclusa la visita alla casa museo raggiungeremo il Tempio Canoviano progettato all’inizio del XIX secolo dallo stesso Canova.

Le Ville di Vicenza: La Rotonda e Villa Valmarana ai nani

Le pennellate dei capolavori di Van Gogh trovano una corrispondenza nella bellezza e nell’armonia della Valletta del Silenzio, a due passi dal centro di Vicenza. Ai piedi del Monte Berico si apre infatti l’incanto di un’oasi di pace e di natura incontaminata, dove spiccano due tra le ville venete più belle della nostra regione: la villa Valmarana ai Nani e la Villa Almerico Capra, meglio conosciuta come La Rotonda.

Queste sontuose dimore costituiscono un’eccezione nel panorama delle ville venete, in quanto non sono direttamente legate ad un territorio agricolo, ma erano residenze in campagna di nobili famiglie vicentine che qui cercavano riposo e tranquillità.

Villa_Valmarana_ai_Nani_tiepolo_palazzinaDal colle del Santuario mariano che protegge Vicenza, una stradina incassata tra alti muraglioni da cui spuntano le chiome di alberi secolari scende dolcemente, fino ad arrivare a Villa Valmarana ai Nani. Gli amanti della letteratura riconosceranno in questa nobile dimora la Villa Diedo, residenza dei fratelli Dessalle in Piccolo mondo moderno di Antonio Fogazzaro, teatro di feste mondane e di un appassionante incontro tra Piero Maironi e Jeanne. Edificata nel corso del 1600, la palazzina rappresenta una fase dell’evoluzione architettonica della “villa” dopo Palladio.Moro

Gli affreschi di Gianbattista Tiepolo e del figlio Giandomenico sono un ulteriore capolavoro nel capolavoro. Gli ambienti della villa e della Foresteria rappresentano storie d’amore, tratte dall’epica antica e da poemi cavallereschi del 1500. Il soprannome della villa “Ai Nani” Villa Valmarana ai nani_3deriva dalle 17 statue di nani che decorano il muro di cinta. La leggenda narra che la villa fu costruita per non far conoscere la propria condizione a una principessa nana, che vi venne rinchiusa assieme a servitori, anch’essi nani, per non farla sentire differente.

Dopo una confortante tazza di cioccolata calda sulla terrazza della Foresteria, proseguiamo il nostro itinerario scendendo ancora a piedi lungo un’amena stradina, che in meno di 10 minuti ci conduce alle porte di Villa Almerico Capra Valmarana, più comunemente conosciuta come “La Rotonda”.
Rotonda_in Giallo

La villa è considerata il capolavoro di Andrea Palladio, perfetta e simmetrica realizzazione di quell’ideale di armonia classica che il grande architetto aveva perseguito per tutta la sua carriera artistica. Quattro facciate identiche, dominate da una cupola centrale che dà il nome alla villa, La Rotonda appunto.

Gli interni sono riccamente affrescati da  e rappresentano le divinità dell’Olimpo a dominare azioni ed emozioni di noi, spettatori.

 

La visita alle due ville dura circa 2 ore e mezza
Può essere abbinata alla visita del centro storico di Vicenza
ATTENZIONE: le ville si trovano entrambe in luoghi non raggiungibili con pullman. È necessario un breve percorso a piedi (circa 15 minuti) per il quale si suggeriscono comunque scarpe comode.

In alternativa si può arrivare alle ville con un’auto o con un taxi.
Gli interni della villa Rotonda sono aperti solo il mercoledì e il sabato.

Treviso, centro storico

TREVISO
CENTRO STORICO

Il centro storico racchiuso dalle sue antiche mura veneziane è uno scrigno che custodisce moltissime chicche da visitare perdendosi tra canali, vicoli e palazzi. Le acque che lo attraversano, popolate da anatre e cigni e di ruote di mulini ancora in funzione, lo rendono un centro davvero insolito che offre ai più curiosi scorci magici. A Treviso si respira aria di profonde tradizioni testimoniate dagli eleganti palazzi che si riflettono nelle sue acque e dalle sue belle e storiche piazze. I nostri itinerari vi guideranno alla scoperta delle sue bellezze d’arte custodite nelle sue antiche chiese e dei luoghi più insoliti da visitare.

ITINERARIO CENTRO STORICO (solo esterni) 1,15h
Partendo dalla stazione raggiungeremo Porta Altinia una delle tre porte cinquecentesche della città che con Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta per quasi tre secoli ha costituito uno degli unici accessi al centro. Con una breve passeggiata arriveremo poi, a Ponte San Martino per ammirare lo scorrere lento delle acque del fiume Sile per poi addentrarci nel vero cuore della città caratterizzato dalle sue belle piazze con la Loggia dei Cavalieri, la statua della “Teresona”, il Palazzo dei Trecento e la Torre Marangona. Faremo una piccola deviazione in una piazzetta un po’ defilata rispetto alle vie principali ma ben conosciuta per la presenza della sua Fontana delle tette: particolarità della ” gioiosa et amorosa” città di Treviso, ideale per rifocillarsi con la sua acqua per passare cinque minuti in allegria ascoltando la sua storia. Proseguiremo per Cal Maggiore, antico cardo romano per raggiungere il duomo e le Canoniche vecchie per rimanere rapiti da un angolo della Treviso medioevale rimasto ancora intatto. Attraverso il Portico dei Buranelli, uno degli angoli più suggestivi del centro, andremo a concludere il tour all’ isolotto delle pescheria luogo tra i più suggestivi della città rappresenta il mercato storico del pesce dove la ruota lignea di un mulino, funzionante posta su un bordo del complesso dona un tocco di antico e dinamicità a questo spazio bello da visitare durante i giorni di mercato con i suoi banchi pieni di prelibatezze.

ITINERARIO CENTRO STORICO (con interni) 2h
Partendo dalla stazione raggiungeremo Porta Altinia una delle tre porte cinquecentesche della città che con Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta per quasi tre secoli ha costituito uno degli unici accessi al centro. Con una breve passeggiata arriveremo poi a Ponte San Martino per ammirare lo scorrere lento delle acque del fiume Sile e sentire la sua storia. Attraverseremo il ponte per raggiungere la Chiesa di San Niccolò, imponente costruzione romanico-gotica che, nonostante le sue dimensioni, riesce a trasmettere senso di spiritualità e di raccoglimento; al suo interno, ammireremo alcuni affreschi del pittore trecentesco Tommaso da Modena. Entreremo poi nel chiostro del seminario attiguo alla chiesa per ammirare la sala del Capitolo con un interessante ciclo pittorico di Tommaso da Modena. Lasciata la sala del Capitolo raggiungeremo il Duomo per visitare la sua Cripta, ambiente più antico della Cattedrale e ammirare, nella cappella Malchiostro, la pala dell’Annunciazione di Tiziano Vecellio. Ci sposteremo poi attraverso il canale dei Buranelli verso le Piazza del Monte di Pietà e Piazza dei Signori. Proseguiremo passando vicino alla Loggia dei Cavalieri per raggiungere l’Isolotto della Pescheria per farci rapire dalla vitalità del mercato cittadino del pesce e andremo a concludere il tour alla Chiesa di San Francesco che conserva al suo interno le tombe di Pietro Alighieri, figlio di Dante, e Francesca Petrarca, figlia di Francesco.

 

Ville palladiane -Treviso

Le  Ville Venete costituiscono un patrimonio inestimabile e peculiare della cultura italiana e veneta in particolare. Le Ville sono dimore dove gli antichi concetti di otium e negotium trovano una fruttuosa sintesi: il signore veneto utilizzava la Villa di Campagna sia per i suoi svaghi (otium) sia per controllare da vicino la produzione delle sue proprietà agricole (negotium). Ed è così che nelle aree agricole dei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia  tra la fine del XV secolo nasce la civiltà delle Ville, che continuerà a dar vita ad esempi spettacolare di architettura fino al XIX secolo. Ancora oggi queste dimore suscitano fascino e ammirazione perché rappresentano non solo l‘apice dell’efficienza dell’economia veneta ma anche una testimonianza della raffinatezza della cultura e dell’arte di questa regione.

Tutta la campagna veneta è disseminata di Ville. Treviso possiede due gioeilli di Andre a Palladio che da soli costituiscono uno tra i motivi per i quali vale la pena lasciare i centri urbani e addentrarsi nella campagna veneta

FANZOLO VILLA EMO
Durata 2h

Visiteremo questa villa Palladiana con 450 anni di storia. Dimora incastonata nel filare libero della campagna che consente di essere vista già da alcuni km di distanza dalla Antica via Postumia. Dopo essere stati accolti dal verde del suo bellissimo giardino entreremo a scoprire gli interni di una delle più ricche e scenografiche ville palladiane incorniciata dalle sue due lunghe barchesse. Ci faremo rapire dagli affreschi di Battista Zelotti catturandone in ogni particolare la loro storia caratterizzata da temi fortemente simbolici ispirati ai personaggi mitologici.

Villa Emo Fanzolo

Villa Emo – Fanzolo


MASER VILLA BARBARO
Durata 2h

Visiteremo Villa Barbaro residenza che concentra in sé l’architettura Palladiana e l’estro del Veronese. Cominceremo con una passeggiata tra le aiuole del bellissimo giardino che fronteggia la villa per poi continuare con gli interni della residenza.  Le sei sale sono affollate di personaggi che spuntano letteralmente dagli angoli animando lo scenario architettonico ci racconteranno la loro storia mentre le splendide vedute delle pareti ci catapulteranno in splendidi paesaggi di giardini, e antiche rovine. Avremo l’occasione di ammirare una delle vette di tutta la pittura veneta rinascimentale. A conclusione della visita sarà possibile anche, per chi lo desidera, fare una sosta per degustare i vini della stessa villa.

Villa Barbaro Maser

Villa Barbaro – Maser

Castelfranco

Borghi, castelli, paesaggi dolci, atmosfere vivaci, riflessi d’acqua, sapori di terra e di mare…i dintorni di Treviso offrono la giusta percezione di quel Veneto sospeso tra  la laguna e le montagne dove le tradizioni si mescolano e creano atmosfere di grande suggestione.

CASTELFRANCO
Durata : 1,15h
Quando si esce dalle tradizionali mete o città più grandi,  i borghi storici sono sempre una piacevole realtà. Castelfranco Veneto è, senza dubbio, una cittadina da non perdere: sia dal punto di vista storico che dal punto di vista della sua vivacità.

Con una breve passeggiata scopriremo l’affascinante storia del suo castello e delle sue mura. Con una piacevole passeggiata raggiungeremo uno dei suoi monumenti più belli e più importanti: il Duomo, suggestiva opera di del XVIII sec. che ospita la celebre pala del Giorgione, osserveremo la Torre Civica e il Teatro Accademico. Si concluderà la visita in Piazza Giorgione dove portici e anfratti offrono scorci molto suggestivi.

I mercatini di Natale di Bassano del Grappa

Sarà il GUSTO il protagonista del Natale 2016 nei mercatini di Bassano del Grappa, e sarà lui il filo conduttore
delle attività proposte dalle bancherelle durante le festività natalizie. 

Caldarroste, vin brulé, idee nuove per il pranzo di Natale, spunti per decorare la casa e la tavola della Veglia. Anche quest’anno il programma degli eventi di Bassano del Grappa per il periodo natalizio è ricchissimo.

L’atmosfera di questa bellissima città si ravviva con le luci delle luminarie e con l’atmosfera gioiosa dei mercatini. La loro tradizione, è vero, viene dal nord: i primissimi mercatini sono stati quelli dell’Alto Adige, ma la tradizione viene piuttosto da Austria e Germania, dove da sempre le città si colorano di rosso e oro nel mese di dicembre.

E’ anche vero, però, che Bassano risente da sempre dell’influenza del nord Europa. Trovandosi all’imbocco della Valsugana, fin dall’antichità è stata il primo avamposto per chi scendeva la valle del Brenta dai territori germanici per approdare nella pianura Padana. Difatti Bassano è una delle poche cittadine dove le piazze sono disposte una in fila all’altra, anziché in raggruppamenti come accade nella maggior parte delle altre città.

Non è quindi difficile trovare un po’ di atmosfera del nord anche a pochi passi da casa nostra, e l’occasione dei mercatini di Natale è quella giusta!

Dal 17 novembre al 26 dicembre 2018 , nella piazza Garibaldi e nella Piazza Libertà a Bassano, un ricco programma di eventi e manifestazioni. E soprattutto di golosità!

Ville basso vicentino

LE VILLE VENETE – Un tour per tutte le stagioni.
Le Ville di A. Palladio  – Il basso vicentino

Quando si pensa a Vicenza e alla sua provincia è impossibile scinderle da Andrea Palladio, uno tra i gli architetti più conosciuti e senz’altro quello più imitato al mondo. A testimonianza del suo genio artistico restano monumenti e ville, molti dei quali concentrati proprio a Vicenza e provincia. Se si desidera visitarli tutti ci vogliono più giorni. Si possono scegliere, a nostro avviso, due tipologie di visita:
1- Un tour che comprenda solo le Ville, distribuite nella campagna vicentina
2- Un tour che preveda la visita di Vicenza con i suoi palazzi palladiani e una villa fuori porta.

VILLE PALLADIANE DELLA CAMPAGNA VICENTINA – Il basso vicentino

Rotonda_in GialloE’ un tour che potrebbe iniziare con Villa Capra la Rotonda. Due ore vi sembreranno poche per poter vivere fino in fondo l’atmosfera della villa e per godere della quiete che la circonda.
Una pausa pranzo in città a Vicenza o in uno dei tanti ristoranti dei dintorni vi permetteranno di gustare qualche prelibatezza locale e poi riprendere il viaggio verso una zona che vi stupirà per la bellezza del paesaggio.

E’ una parte del territorio vicentino meno frequentata dal turismo abituale. Scegliendo la zona del basso vicentino si potranno ammirare in mezza giornata almeno due delle tre ville palladiane: Villa Pojana, Villa Saraceno, Villa Pisani.
Attualmente è più agevole raggiungere questi luoghi grazie all’apertura del nuovo tratto autostradale della Valdastico Sud. L’uscita più comoda è quella di Agugliaro.

Villa SaracenoIsolata come agli albori nelle campagne di Agugliaro si incontra, subito, VILLA SARACENO, edificata da Andrea Palladio tra il 1546 e il 1555 per Biagio Saraceno. Un accurato restauro ha recuperato quest’opera giovanile del grande architetto che riorganizzò la precedente corte agricola creando quella che sarà la villa-fattoria tipica dell’entroterra veneto del 1500. Ad essere realizzata secondo il disegno palladiano fu solo la fabbrica centrale: la barchessa che vediamo oggi è stata costruita solamente nel 1800.
La tripartizione degli spazi in orizzontale e in verticale lascia intuire lo stile tipico di Andrea Palladio per le sue ville venete: le cucine nell’interrato, il piano nobile e il granaio; la sezione centrale aggettante, con due finestre laterali sormontate da un piccolo impano. Tutto a sottolineare la linearità e l’efficacia della sua semplicità. Gli apparati pittorici sono posteriori a Palladio. Li commissionò infatti Pietro Saraceno, figlio di Biagio. Sul soffitto della loggia spicca “L’Allegoria della Ricchezza” di Domenico Brusasorci. Molto interessante il ritratto di Biagio Saraceno nelle vesti di un militare, a sottolineare il carattere celebrativo e il richiamo alle virtù soldatesche degli aristocratici veneziani in un periodo in cui la Serenissima è scossa dai conflitti contro gli Ottomani per il predominio nel Mediterraneo.

finterno-villa-emoLasciandoci alle spalle Agugliaro a 15 minuti di strada si incontra un altro capolavoro palladiano VILLA POJANA. La villa, commissionata a Palladio dal vicentino Bonifacio Poiana sul finire degli anni ’40, fu realizzata entro il 1563, quando è compiuta anche la decorazione interna eseguita per mano dei pittori Bernardino India e Anselmo Canera e dello scultore Bartolomeo Ridolfi. Anche in questo caso la villa è concepita come parte di un globale progetto di riorganizzazione e regolarizzazione dell’area attorno ad ampi cortili. Di tale progetto tuttavia è stata costruita solamente la lunga barchessa a sinistra della villa. Di questa villa colpisce l’essenzialità e il rigore geometrico che le conferisce un’aria modernissima e quasi metafisica. Una villa curiosa e spettacolare che non mancherà di stupire
villa_pisani_bagnolo-2Infine poco lontano si incontra VILLA PISANI. Quando Palladio progettò questa villa era il 1541 ed era appena tornato da Roma suggestionato dalla grandezza dell’architettura antica. Ed è proprio Roma antica (le terme, in particolare) che rivive in molti dettagli dell’edificio. La villa fu costruita tra i 1544 e il 1545 ed è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile di A. Palladio, tanto che è lo stesso architetto a inserire il progetto come opera di apertura della sezione dedicata alle “Case di Villa” nel suo famoso trattato: “I Quattro Libri dell’Architettura”. (Venezia 1570). La Villa di Bagnolo con la sua monumentalità doveva rappresentare sia l’importanza dei nuovi modelli architettonici sia l’alto rango e la ricchezza dei proprietari, i Pisani, ricca famiglia veneziana depositari del potere di Venezia sulla terraferma. Anche questa villa è stata realizzata solo in parte in conformità con il progetto, ma rimane un edificio spettacolare, grazie anche al perfetto stato di conservazione dovuto all’opera dei proprietari precedenti ed attuali. La particolarità della Villa è che a decorare gli interni non ci sono solo grottesche, storie mitologiche e le favole dell’Orlando Furioso ma anche opere contemporanee.
Ogni anno infatti vengono allestite mostre di arte contemporanea che offrono al visitatore una esperienza inconsueta e particolare.

E se incuriositi decidete che la i luoghi che avete visitato meritano una sosta più lunga, potete continuare il vostro tour delle ville del basso vicentino con una miriade di altre dimore straordinarie. Un consiglio? Villa Pisani, detta la Rocca Pisana, a Lonigo o Villa Fracanzan Piovene ad Orgiano

Organizza la tua visita con We Tour Guide: info@wetourguide.it 

VILLE PALLADIANE DELL’ALTO VICENTINO

Ville dell’alto vicentino

LE VILLE VENETE – Un tour per tutte le stagioni.
Le Ville di A. Palladio  – L’alto vicentino

Quando si pensa a Vicenza e alla sua provincia è impossibile scinderle da Andrea Palladio, uno tra i gli architetti più conosciuti e senz’altro quello più imitato al mondo.

A testimonianza del suo genio artistico restano monumenti e ville, molti dei quali concentrati a Vicenza e provincia. Se si desidera visitarli tutti ci vogliono più giorni e le modalità di visita sono molteplici, a seconda che abbiate a disposizione una giornata intera o mezza giornata. Partendo da Vicenza e dirigendosi verso nord in mezza giornata si può effettuare la visita di due ville scegliendo tra Villa Caldogno, Villa Godi Malinverni, Castello Colleoni Thiene e Villa Bressan.

caldogn SALONEVILLA CALDOGNO. Il committente Losco Caldogno, aristocratico vicentino ed attivo commerciante di seta, aveva ricevuto in eredità numerosi campi e una corte agricola la cui ristrutturazione fu affidata a Palladio. Alla semplicità che caratterizza l’architettura esterna fa da contrappunto la sontuosità delle decorazioni interne di Giovanni Antonio Fasolo e Giovanni Battista Zelotti, rappresentanti autorevoli del tardo Rinascimento vicentino.

Tra le architetture illusionistiche che abbelliscono i saloni, ammiriamo le figure di Scipione e Sofonisba accanto a una serie di sconosciuti aristocratici che si mostrano al visitatore mentre giocano a carte, danzano, suonano o fanno uno spuntino. Un’occasione unica per sentirvi raccontare gli usi e i costumi della civiltà di villa del 1500.

salone-di-villa-godi-di-vicenzaVILLA GODI MALINVERNI  a Lugo fu progettata nel 1542 da A. Palladio e affrescata da Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano. Dopo averla acquistata in stato di degrado nel 1962, il Prof. Remo Malinverni dedicò gli ultimi anni della sua vita per riportarla all’antico splendore, con risultati che ci lasciano senza parole. Le sale affrescate, tutte aperte al pubblico, sono 9, oltre alla loggia di ingresso, anch’essa affrescata.
Notevole anche il parco di tipo romantico che la circonda con le sue piante secolari ed i suoi 1300 metri di viali, tra i quali sarà piacevole passeggiare al riparo dalla calura della città. Il parco risale al secolo scorso e fu sistemato nel 1852 per opera del Conte Andrea Piovene su disegno dell’architetto Antonio Caregaro Negrin.

Wetourguide_Castello di Thiene_esterniUn’alternativa suggestiva è costituita dal  CASTELLO COLLEONI THIENE, un unicum nel panorama delle Ville vicentine. A pochi km da Vicenza, comodo all’uscita dell’autostrada, il Castello-Villa è legato alla nobile famiglia che ha preso il nome dalla località, Thiene.
Maestoso esempio dell’evoluzione della dimora nobile di campagna dal 1400 al 1500,  il Castello di Thiene sorge al centro dell’omonima città ed è circondato da giardino. Il modello di riferimento è quello dei palazzi veneziani gotico-fioriti e rappresenta il più significativo edificio gotico del XV sec. sorto nel vicentino ad uso di dimora civile.
Il primo proprietario fu Francesco Porto, esponente di una delle famiglie più ricche e potenti di Vicenza che qui aveva proprietà e terre dalla metà del XIV secolo.  A metà del Quattrocento Francesco diede inizio all’attuale fabbrica e alla costruzione della cappella gentilizia consacrata nel 1476. La proprietà passò quindi nel 1507 al nipote Francesco junior, uomo d’armi nominato nel 1532 dal doge Andrea Gritti generale collaterale della Repubblica. E’ a questi che spettano i lavori maggiori di ingrandimento e di abbellimento del palazzo, terminati intorno al 1525, dopo le devastazioni della guerra della lega di Cambrai. Nel 1541 Francesco Porto trasmise la proprietà al nipote Giovanni che tra il 1560 e il 1570 chiamò Paolo Veronese, Giambattista Zelotti e Gianantonio Fasolo (allievi del Veronese) ad affrescare gli interni della villa. La famiglia Porto mantenne la proprietà del castello fino al 1816, quando venne ereditato dalla famiglia Colleoni, che a sua volta mantenne la proprietà per tre generazioni fino al 1918, quando venne definitivamente ereditato dalla famiglia di Thiene, attuale proprietaria del castello.
Oltre che per i  pregevoli affreschi , il Castello è noto per le splendide scuderie del Settecento, opera del Muttoni, composte di una vasta sala comprendente 36 colonne sormontate da putti, mangiatoie in legno scolpite per 32 cavalli e il pavimento di marmo martellato e di mattoni a lisca di pesce.

Vigardolo-Villa-Valmarana-Bressan-1VILLA VALMARANA BRESSAN a Vigardolo di Monticello Conte Otto (a meno di mezz’ora da Vicenza). E’ una villa tanto interessante quanto ancora sconosciuta a molti. Progettata da Andrea Palladio nel 1542, quindi tra le prime opere autonome dell’architetto, è un edificio dalle forme semplici e dalle decorazioni interne suggestive. Molti gli aneddoti curiosi che potrete scoprire legati alla famiglia Valmarana, una delle famiglie più importanti e più antiche di Vicenza.

Dopo la visita di queste ville è possibile poi andare a Bassano del Grappa, ridente cittadina ai piedi dell’Altopiano di Asiago, sempre aperta e accogliente con chiunque voglia fare un po’ di shopping o semplicemente godersi uno spritz cullati dal suadente fluire del fiume Brenta.

VILLE PALLADIANE DEL BASSO VICENTINO

 

Le donne di Vicenza

Il viso scarno, gli occhi dall’espressione bonaria che paiono come appoggiati a un pensiero sfuggente, il sorriso appena abbozzato e lievemente malinconico sono le componenti del ritratto solenne che Alessandro Maganza realizzò nel 1598 a Maddalena Campiglia, una donna che fece della propria libertà uno stile di vita. Vissuta tra il 1553 e il 1595, la sua nascita fa già presagire l’inizio di un’esistenza “anomala”: i genitori infatti, entrambi rimasti vedovi, si erano messi assieme e dalla loro unione era nata Maddalena, ma decisero di regolarizzare la loro convivenza solo molto più tardi, quando la bambina aveva già tredici anni.

Oggi nessuno obietterebbe tale risoluzione ma nella società del Cinquecento il fatto sembrò a dir poco insolito. Maddalena si sposò nel 1576 con Dionisio Colzè, presumibilmente per volere dei ricchi e nobili genitori, ma il loro matrimonio durò poco; dopo soli quattro anni infatti, la donna si separò dal marito e iniziò a vivere in completa indipendenza, dedicandosi alle attività che più amava e la gratificavano: la letteratura e la poesia. Non più incasellata in alcuna categoria sociale, iniziò la sua eccellente produzione letteraria, con scritti di vario genere, anche religioso, nei quali il suo spirito anticonformista è espresso in tutta libertà. La vita di Maddalena Campiglia rappresenta un caso eccezionale. Nel clima moraleggiante che veniva a consolidarsi in seguito alla Controriforma, era infatti assai raro quanto difficile poter fuoriuscire dagli schemi sociali tradizionali, che esigevano la precisa collocazione di ciascun individuo all’interno di categorie ben definite. Il discorso valeva in modo ancor più radicale per le donne, che, una volta oltrepassata la –pericolosa- soglia della pubertà, erano destinate a diventare mogli e madri oppure a intraprendere la strada del noviziato, quando, per ragioni spesso socialmente incomprensibili, non venivano bollate come prostitute o streghe.

I ritratti della famiglia Valmarana e della famiglia Gualdi esposti a Palazzo Chiericati ci raccontano bene questa realtà. Negli atteggiamenti delle bambine dipinte da Giovanni Antonio Fasolo si intuisce piuttosto chiaramente quale sia il destino predisposto per loro dai genitori: Margherita, che legge attentamente il suo libro di preghiere, diventerà monaca nel convento di San Pietro mentre la sorellina Isotta, futura sposa di un nobile, con la mano sul cuore sembra accogliere l’incitamento alla virtù anche a nome dei fratelli. Il cardellino di Virginia, il cui nome suggerisce già in sé il suo avvenire di suora, è simbolo della passione di Cristo mentre il cagnolino della sorella maggiore, Laura, simboleggiando la fedeltà fa presupporre che la fanciulla diventerà di lì a poco moglie e madre devota.

Non c’era, dunque, molto spazio per la fantasia e le inclinazioni personali.
Facendo un balzo in avanti di due secoli, le cose non sembrano essere molto cambiate. Nella seconda metà del Settecento prende avvio la storia di un’altra illustre donna, vicentina d’adozione ma veneziana di nascita: Elisabetta Caminer Turra. Figlia di Domenico Caminer, uomo dotato di grande cultura, redattore di vari giornali di successo come “La Nuova Gazzetta Veneta” e “L’Europa Letteraria”, Elisabetta seguì le orme del padre e divenne la prima donna a fondare e dirigere un “giornale enciclopedic”, tipica pubblicazione del periodo dei Lumi, trasformando la sua casa di Vicenza in una redazione vera e propria, aperta a quanti godessero di fama di letterati e di studiosi. Gli interessi di questa vulcanica donna spaziavano dalla divulgazione letteraria alle opere pedagogiche per i bambini, dal giornalismo al teatro, sua grande passione, da buona veneziana. Se il marito Antonio Turra, un illuminato scienziato vicentino, appoggiò sempre la fervente attività della moglie, Vicenza si rivela, al contrario, una città chiusa e ostile, maligna e piena di pregiudizi.
Ben presto la tipografia cui si appoggiava sciolse la sua collaborazione ed Elisabetta aprì una stamperia proprio in Contrà Canove Vecchie, dove abitava. Ma le vendite del giornale andavano male, alla morte del marito tutte le sue occupazioni non furono sufficienti ad assicurarle il benessere economico e la Caminer si trovò sommersa dai debiti. A peggiorare la situazione furono le sue condizioni di salute, in progressivo peggioramento a causa di un cancro al seno, male di cui morì il 7 giugno 1796, presso la Villa dell’amico Fracanzan ad Orgiano. Venne sepolta a Vicenza, nella Chiesa di Santo Stefano, dove nessuna lapide è stata posta a commemorare la sua figura.

Negli stessi anni Fiorenza Vendramin, un’altra veneziana, trapiantata a Vicenza in seguito al matrimonio con un nobile vicentino, soffrì le maldicenze della gente, che le rimproverava un temperamento fin troppo disinvolto per una cittadina di provincia. Secondo le indiscrezioni dell’epoca, la donna pare essersi resa colpevole di una storia d’amore clandestina con un ufficiale napoleonico che la abbandonò preferendo la carriera militare (diventerà generale). Forse per la delusione sentimentale, forse oppressa dai pettegolezzi e dall’ostilità del suo ambiente, la donna si tolse la vita con una dose di oppio, nel 1797.
E ancora, Suor Redenta Olivieri, la fondatrice nel 1836 dell’istituto Farina per soccorrere bambine lasciate a se stesse; Elisa Salerno, la prima donna in Italia a riuscire nell’impresa di fondare a inizio Novecento una rivista dedicata ai problemi della donna in ambito lavorativo, famigliare, sociale.
Donne tenaci, intraprendenti, dal pensiero indipendente che si batterono per dare voce alla propria libertà, spesso ostacolate da un ambiente poco recettivo e bigotto.

We Tour vi offre la possibilità di ripercorrere le vite di queste donne attraverso i luoghi in cui hanno vissuto, in un tour dove la storia e le storie si mescolano, in cui a fare da sfondo sono le eleganti, solenni architetture classiche del centro di Vicenza.

Visita la città di Vicenza in modo diverso, con uno dei nostri tour a tema!. Chiedici un preventivoinfo@wetourguide.it

Trekking Urbano Vicenza – I vincitori

E voilà i VINCITORI del nostro Concorso fotografico!
Difficile scegliere, le foto arrivate erano tutte belle ed interessanti! Non abbiamo guardato solo i dettagli tecnici, ma anche il punto di vista, il dettaglio, l’aderenza al tema suggerito… insomma abbiamo usato un taglio un po’ particolare, come di solito fa WeTour..;)


1- SEZIONE MISTERI E LEGGENDE
Immagini che rappresentano il tema della Giornata : atmosfere misteriose, luoghi nascosti, curiosità..
I premi in palio sono stati gentilmente offerti da PalladioBags, pelletterie ed accessori.

CoccardaPRIMO CLASSIFICATO :
Luisa Mattiazzo
Foto : Castelletto
PREMIO : Elegante PASHMINA

 

 

 

 

SECONDO CLASSIFICATO

Coccarda

Luisa Zordan 

Foto: Albero
PREMIO: PORTACHIAVI

 

 

 

 

 

CoccardaTERZO CLASSIFICATO
Fiorenza Fuso
Foto: Rotonda misteriosa
PREMIO: PORTACHIAVI


 

2- SEZIONE WETOUR
Immagini che colgono lo spirito di gruppo di We Tour Guide.

CoccardaPRIMO CLASSIFICATO :
Martina Marzari
Foto : Fine tour – Di fronte a un buon bicchiere di vino 
PREMIO : buono per visita guidata Wetour per 2 persone

 

 

 

 

CoccardaSECONDO CLASSIFICATO:
Lucia Scacco
Foto : gruppo Campo Marzo
PREMIO : buono per visita guidata Wetour per 1 persona


Ringraziamo
Palladiobags per i premi della sezione dedicata ai misteri,
la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola e
Girolibero, Vacanze facili in bicicletta
per averci dato la possibilità di diffondere l’iniziativa.

Ed un grande GRAZIE, a tutti quelli che hanno partecipato!

 

Itinerari didattici tra le Ville Veneto

Proponiamo qui di seguito alcuni itinerari didattici per le visite d’istruzione per la conoscenza delle Ville Venete:

  • La nascita e lo sviluppo della civiltà di Villa: Villa Pisani Bonetti (Bagnolo di Lonigo) e villa Fracanzan Piovene (Orgiano)

Da Petrarca in poi, la civiltà del territorio veneto fonda il fulcro della sua economia attorno alle aziende agricole che forniscono sostentamento e ricchezza ai patrizi veneziani. Nasce così quel fenomeno storico, culturale ed artistico chiamato “società di villa”, di cui Andrea Palladio sarà il principale interprete, ma che continuerà fino alla caduta della Serenissima alla fine del 700.
Questo percorso permette di scoprire e comprendere tutti gli aspetti storici ed artistici che hanno portato alla nascita delle ville nella campagna veneta, dalle sue origini fino al suo pieno sviluppo.

  • Storie di civiltà attraverso la lettura degli affreschi nelle Ville Venete: villa Godi Malinverni (Lonedo di Lugo) e Villa Caldogno (Caldogno)

Chi erano i proprietari delle ville venete? Semplici imprenditori o raffinati intellettuali, amanti del bello e promotori di etica e di bellezza? E come si viveva nel Rinascimento? Una lettura mirata degli affreschi delle ville venete permetterà di conoscere il vero spirito dei loro committenti, i loro usi e le loro abitudini.

  • Giambattista Tiepolo, l’ultimo grande artista della Serenissima: Villa Valmarana ai Nani (Vicenza) – Villa Cordellina Lombardi (Montecchio Maggiore) e Villa Loschi Zileri Dal Verme (Monteviale)

Tiepolo è stato il maggior artista veneziano del 1700, colui che ha rappresentato i fasti e glorie dell’ormai decadente società veneziana, ad un passo dalla caduta della millenaria Repubblica di Venezia. Attraverso il colore e la luce è l’erede della tradizione pittorica veneta iniziata con Paolo Veronese, e sviluppatasi con Bellini, Giorgione e Tiziano.
Attraverso la raffigurazione di miti e storie epiche è possibile rintracciare i tratti caratteristici della società veneta del 1700, e ripercorrere le tappe dell’Illuminismo attraverso l’uso della luce e la scelta dei temi raffigurati.

  • Balli e feste di corte, la società veneta e la villeggiatura: Villa Pisani (Stra) e Villa Contarini (Piazzola sul Brenta)

Le grandi ville lungo la Riviera del Brenta raccontano i fasti della ricca società veneziana, che commissionava ai maggiori artisti dell’epoca le più belle opere d’arte giunte fino a noi: dall’architettura alla pittura e alla musica, attraverso giardini e saloni d’onore, si potranno ripercorrere ed interpretare i passaggi fondamentali della storia veneta dal 1500 al 1700.

  1.  La nobiltà in villa e i lavori di campagna: Villa Cordellina (Montecchio Maggiore) e Villa Fracanzan (Orgiano)

La più bella cucina settecentesca giunta fino a noi, una inestimabile raccolta di attrezzi agricoli, la cornice di una villa Veneta sullo sfondo di un laboratorio di allevamento di bachi da seta. Quali erano le principali fonti di economia nel Veneto del 1700? Attraverso la visita a Villa Fracanzan e a Villa Cordellina si rintracceranno i fili delle attività sulle quali si reggeva la società patrizia della Serenissima.

  1. Il purismo Palladiano: Villa Pojana (Pojana Maggiore), Villa Pisani Bonetti (Bagnolo di Lonigo), Villa Rotonda (Vicenza)

Palladio nel 1500 fu colui che interpretò il desiderio dei patrizi veneti, che vedevano nella villa il centro non solo economico, ma soprattutto culturale della loro società. La villa palladiana divenne in breve tempo il modello a cui si ispirarono tutti gli architetti d’Europa, ma che giunse ad ispirare anche gli artisti d’oltre oceano. Questo percorso permetterà di conoscere la villa palladiana in tutte le sue forme: da villa-fattoria fino a dimora di rappresentanza.

  1. Palladio e il contesto in cui è vissuto: la città di Vicenza e le ville Caldogno e Rotonda

La città di Vicenza è inserita nella lista dell’UNESCO e tutelata come patrimonio dell’umanità proprio per la presenza di un notevole numero di palazzi progettati da Palladio durante il Rinascimento. Negli immediati dintorni del suo centro storico si possono trovare due ville esemplari per comprendere a tutto tondo la sua arte: una perfetta villa-fattoria (villa Caldogno) inserita in un contesto agricolo ancora oggi perfettamente conservato; e la Villa Almerico Capra, detta la Rotonda, una residenza di riposo e di rappresentanza, modello di perfetta armonia tra architettura e natura.

Gli itinerari qui descritti possono essere condotti da Guide Turistiche abilitate ed esperte, che conoscono il territorio e la sua storia, e possono illustrarli agli studenti delle scuole che aderiranno al bando promosso dalla Regione.
Avvantaggiandosi del contributo finanziario offerto dal Bando, i costi da sostenere a carico del vostro Istituto sarebbero quindi minimizzati. La nostra proposta mira infatti ad ottimizzare le risorse finanziarie messe in palio da IRVV e Regione Veneto, e le competenze qualificate di “We Tour”, che possono quindi offrire un valore aggiunto alla visita delle ville che aderiscono al progetto.

Le tariffe riservate alle scuole per usufruire del servizio di visita guidata, come qui sopra descritto sono:

Visita guidata di mezza giornata (circa 3 ore) per una classe  € 110
Visita guidata di una giornata intera (circa 6 ore) per una classe  € 210
Visita guidata di mezza giornata (circa 3 ore) fino a 50 studenti  € 150
Visita guidata di una giornata intera (circa 6 ore) fino a 50 studenti  € 290

Le tariffe si intendono al lordo di imposte e contributi di legge – Nel caso di ville da raggiungere con mezzi propri verrà chiesto un contributo di € 30
Per la fatturazione elettronica si chiede un contributo fisso di € 20 a fattura per le spese amministrative.

Il broccolo fiolaro

Per gli amanti dell’orto e della buona tavola questo è un periodo da ricordare per poter godere il prossimo inverno di una delle prelibatezze del nostro territorio : il broccolo fiolaro, coltura tipica della zona collinare di Creazzo, un tempo cibo dei poveri, oggi è ortaggio di qualità particolarmente apprezzato per le sue proprietà alimentari.

Originario dell’Europa, il broccolo fioarp si coltiva da tempo immemorabile. In epoca romana lo cita anche Catone il Vecchio, riconoscendogli importanti proprietà medicamentose.
Il suo nome deriva dalla presenza di più germogli inseriti lungo il fusto della pianta e conosciuti in dialetto veneto come “fiori”. Di questo ortaggio, che ha la particolarità di non assomigliare né per forma né per gusto alle altre varietà di broccolo, si innamorò niente meno che Wolfgang Goethe durante la tappa a Vicenza del suo viaggio in Italia del 1786.

Attualmente le varietà coltivate in Europa sono circa 150, due delle quali hanno preso casa nel vicentino, in due zone ben distinte: quella di Creazzo, dove la pianta è stata introdotta dai veneziani alcuni secoli fa, e quella di Bassano, nella quale ne viene prodotta un’altra varietà, il broccolo di Bassano appunto.

Al pari del radicchio rosso tardivo, il broccolo fiolaro è una coltura che arriva a maturazione durante la stagione fredda e sebbene riesca a sopportare per brevi periodi temperature anche piuttosto basse (fino a – 10°C) necessita di un clima non troppo freddo ed asciutto, tipico dell’ambiente di collina, sicuramente meno rigido di quello di montagna.

Il broccolo che si produce nel territorio di Creazzo, riconosciuto dal 1998 da un decreto Legislativo come PRODOTTO AGROALIMENTARE TRADIZIONALE, si semina a mano a fine giugno, per ottenere le piantine da trapianto. Le piantine vengono poi trapiantate in pieno campo nel successivo mese di agosto e a distanza di un mese viene eseguita una “sarchiatura” con una leggera concimazione. Senza ulteriori particolari cure, i primi broccoli, i più saporiti, si consumano solo dopo il verificarsi delle prime gelate. I caratteri organolettici di quest’ortaggio migliorano grazie al gelo che tende a limitare i processi biologici aumentando la concentrazione nelle foglie di Sali e zuccheri. Dopo la raccolta, fatta manualmente, i broccoli vengono mondati dalle foglie più vecchie, confezionati in cassette e portati al mercato.

Continuando la rassegna “le Gastronaute vicentine” inaugurata da We tour Guide con l’articolo dello scorso dicembre dedicato al radicchio rosso, vi proponiamo una gustosissima e semplice ricetta grazie alla quale potrete cimentarvi in un piatto di stagione che vede assieme il broccolo con un altro prodotto legato alla nostra tradizione culinaria : i bigoli con broccolo fiolaro insaporiti con sopressa vicentina.

Ingredienti:
500 gr. di bigoli freschi, 200 gr. di teneri germogli di broccolo, 100 gr. di sopressa vicentina Dop, 150 gr. di cipolla mondata, 40 gr. di formaggio grattuggiato, 1 rametto di rosmarino, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, pepe e sale q.b.
Preparazione:

Lavate e sbollentate per 5 minuti in acqua salata i getti di broccolo. Scolateli tuffandoli subito in acqua e ghiaccio. Affettate a velo la cipolla e tritate assieme piuttosto finemente le foglie del rametto di rosmarino e lo spicchio d’aglio. Fate soffriggere cipolla e trito in mezzo bicchiere d’olio senza che abbiano a prendere colore. Unite i germogli di broccolo sgocciolati dall’acqua e la sopressa tagliata a dadini lasciando prendere colore. Nel frattempo lessate i bigoli tenendoli bene al dente. Scolateli e spadellateli accuratamente con il soffritto. Completate il piatto con una manciata di formaggio grattuggiato e una macinata di pepe.
Buon appetito da We Tour Guide!!!