Per gli amanti dell’orto e della buona tavola questo è un periodo da ricordare per poter godere il prossimo inverno di una delle prelibatezze del nostro territorio : il broccolo fiolaro, coltura tipica della zona collinare di Creazzo, un tempo cibo dei poveri, oggi è ortaggio di qualità particolarmente apprezzato per le sue proprietà alimentari.

Originario dell’Europa, il broccolo fioarp si coltiva da tempo immemorabile. In epoca romana lo cita anche Catone il Vecchio, riconoscendogli importanti proprietà medicamentose.
Il suo nome deriva dalla presenza di più germogli inseriti lungo il fusto della pianta e conosciuti in dialetto veneto come “fiori”. Di questo ortaggio, che ha la particolarità di non assomigliare né per forma né per gusto alle altre varietà di broccolo, si innamorò niente meno che Wolfgang Goethe durante la tappa a Vicenza del suo viaggio in Italia del 1786.

Attualmente le varietà coltivate in Europa sono circa 150, due delle quali hanno preso casa nel vicentino, in due zone ben distinte: quella di Creazzo, dove la pianta è stata introdotta dai veneziani alcuni secoli fa, e quella di Bassano, nella quale ne viene prodotta un’altra varietà, il broccolo di Bassano appunto.

Al pari del radicchio rosso tardivo, il broccolo fiolaro è una coltura che arriva a maturazione durante la stagione fredda e sebbene riesca a sopportare per brevi periodi temperature anche piuttosto basse (fino a – 10°C) necessita di un clima non troppo freddo ed asciutto, tipico dell’ambiente di collina, sicuramente meno rigido di quello di montagna.

Il broccolo che si produce nel territorio di Creazzo, riconosciuto dal 1998 da un decreto Legislativo come PRODOTTO AGROALIMENTARE TRADIZIONALE, si semina a mano a fine giugno, per ottenere le piantine da trapianto. Le piantine vengono poi trapiantate in pieno campo nel successivo mese di agosto e a distanza di un mese viene eseguita una “sarchiatura” con una leggera concimazione. Senza ulteriori particolari cure, i primi broccoli, i più saporiti, si consumano solo dopo il verificarsi delle prime gelate. I caratteri organolettici di quest’ortaggio migliorano grazie al gelo che tende a limitare i processi biologici aumentando la concentrazione nelle foglie di Sali e zuccheri. Dopo la raccolta, fatta manualmente, i broccoli vengono mondati dalle foglie più vecchie, confezionati in cassette e portati al mercato.

Continuando la rassegna “le Gastronaute vicentine” inaugurata da We tour Guide con l’articolo dello scorso dicembre dedicato al radicchio rosso, vi proponiamo una gustosissima e semplice ricetta grazie alla quale potrete cimentarvi in un piatto di stagione che vede assieme il broccolo con un altro prodotto legato alla nostra tradizione culinaria : i bigoli con broccolo fiolaro insaporiti con sopressa vicentina.

Ingredienti:
500 gr. di bigoli freschi, 200 gr. di teneri germogli di broccolo, 100 gr. di sopressa vicentina Dop, 150 gr. di cipolla mondata, 40 gr. di formaggio grattuggiato, 1 rametto di rosmarino, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, pepe e sale q.b.
Preparazione:

Lavate e sbollentate per 5 minuti in acqua salata i getti di broccolo. Scolateli tuffandoli subito in acqua e ghiaccio. Affettate a velo la cipolla e tritate assieme piuttosto finemente le foglie del rametto di rosmarino e lo spicchio d’aglio. Fate soffriggere cipolla e trito in mezzo bicchiere d’olio senza che abbiano a prendere colore. Unite i germogli di broccolo sgocciolati dall’acqua e la sopressa tagliata a dadini lasciando prendere colore. Nel frattempo lessate i bigoli tenendoli bene al dente. Scolateli e spadellateli accuratamente con il soffritto. Completate il piatto con una manciata di formaggio grattuggiato e una macinata di pepe.
Buon appetito da We Tour Guide!!!