SANTA CORONA E PALAZZO LEONI-MONTANARI

La fama di Santa Corona ha radici molto antiche: la sua costruzione fu iniziata nel 1261 per volere del Comune al fine di custodire una spina della corona di Cristo data in dono al frate domenicano Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza, dal Re Luigi IX, futuro Santo. Una reliquia esclusiva che avrebbe rappresentato grande motivo di prestigio per Vicenza, in un periodo in cui gli ordini mendicanti godevano di grande autorità. Oggi la reliquia è stata trasferita in un’altra sede museale ma la chiesa conserva intatta la sua preziosità perché nel tempo, grazie alla munificenza delle grandi famiglie patrizie vicentine, è andata arricchendosi di capolavori di inestimabile valore, che ne fanno un tempio non solo della cristianità ma anche della storia dell’arte. Il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, l’altare di marmo e pietre colorate mirabilmente intarsiato dei Corberelli e L’adorazione dei Magi di Paolo Veronese sono solo alcune tra le opere che si possono ammirare all’interno.

La chiesa fa parte del circuito museale della città, per informazioni su costi e orari clicca qui

A pochi passi da Santa Corona, in fondo alla via si può ammirare un edificio singolare: palazzo Leoni-Montanari, unico esempio appariscente, sfarzoso in stile barocco in una città che aveva abbracciato per la maggior parte la declinazione più severa del linguaggio artistico controriformista. In questo palazzo, nato per dare sfoggio del conquistato titolo nobiliare della famiglia, si osservano interventi decorativi di forte impatto realizzati perlopiù da maestranze “foreste”: stucchi a soggetto mitologico, dorature, specchi e affreschi che rimandano ovunque alla ricchezza e allo sfarzo degli eccentrici proprietari.

L’edificio è anche sede di un’importante galleria che raccoglie opere d’arte del Settecento veneziano, da Francesco Guardi al Canaletto a Luca Carlevarijs fino ai ritratti di costume di Pietro Longhi. Al piano di sopra è possibile ammirare una vastissima e suggestiva collezione di icone russe, tra le maggiori in Europa. A completare l’esposizione è una notevole raccolta di ceramiche attiche e magnogreche.

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