Vicenza-Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi


I Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca
23 novembre 2018 – 10 marzo 2019

Visita la mostra con noi!
Un viaggio tra sacro e profano per conoscere da vicino un secolo affascinante e raffinato!

10 gennaio 2018 ore 17.30
25 gennaio 2018 ore 17.30

Ci sono ancora posti disponibili!
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Il Colore è il vero protagonista della bellissima esposizione d’arte in corso nella città di Vicenza fino al 10 marzo 2019. Un evento nell’evento rappresentato dai dipinti-capolavoro provenienti dalla prestigiosa collezione di arte veneta del Museo Pushkin di Mosca; ben 24 opere in mostra accanto a 41 tele espressione della migliore tradizione della pittura veneta del secolo dell’Illuminismo appartenenti alla collezione della Pinacoteca cittadina. Attraversando le sale espositive, la mostra “Il trionfo del colore” consiste in un viaggio dentro il colorismo del Settecento veneto, il vero tratto distintivo dei pittori protagonisti dell’epoca. Primo fra tutti Giambattista Tiepolo, e poi Sebastiano Ricci, precursore della riscossa della pittura veneta nel secolo del declino politico della Serenissima, Giambattista Pittoni, Luca Carlevarijs, Giambattista Piazzetta senza dimenticare Antonio Canal o Canaletto, Bernardo Bellotto e Francesco Guardi. Artisti noti e attivi in Europa nonché apprezzatissimi, imitati, scelti dai collezionisti e diventati un modello per le generazioni successive.

Il trionfo della pittura veneta del Settecento ha un doppio riflesso nella seconda sede espositiva collegata alla Pinacoteca di Vicenza. E’ Palazzo Leoni Montanari, sede delle Galleria d’Italia di Intesa, dove l’avventura visiva continua attraverso i dipinti della collezione di Pietro Longhi e della sua scuola e di altri capolavori imperdibili.

Wetour Guide è lieta di offrire l’occasione di accompagnarvi alla scoperta dell’affascinante stagione dell’arte lagunare esposta in questo evento.

Qualche esempio? Per i vicentini attenti e per i foresti curiosi sarà divertente osservare il dipinto del veneziano Francesco Aviani,  “Paesaggio con Lazzaro e il ricco Epulone” esposto in mostra a palazzo Chiericati.

E’ vero, bisogna strizzare gli occhi per vedere Epulone che si ingozza davanti al povero Lazzaro…
Ma dall’altra parte invece quello che salta subito agli occhi, vi sembrerà familiare. Quegli archi, la torre che sbuca nello sfondo e le montagne sono vicentini.
E’ un gioco meraviglioso tra realtà e fantasia che vi catturerà nelle prime sale della mostra e vi trasporterà dentro i dipinti, “capricci” di un’epoca, quella del ‘700, amante dell’antico ma estremamente attenta anche al presente,  rappresentato in modi idilliaci.

La mostra propone anche un viaggio tra sacro e profano : da un lato la devozione accorata del secolo dei lumi, dall’altro le avventure e le gesta  di eroi antichi e divinità mitologiche raccontate con sensualità e vivacità

Se alla fine della mostra vorrete continuare a scoprire gli altri tesori della città, WeTour  vi propone anche un secondo viaggio parallelo fuori dalle sale museali, quindi in città, nelle chiese e nelle ville del territorio vicentino attraverso i nostri itinerari tematici.

Contattateci per ulteriori informazioni o per prenotare la vostra visita alla mostra!

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Le Ville di Vicenza: La Rotonda e Villa Valmarana ai nani

Le pennellate dei capolavori di Van Gogh trovano una corrispondenza nella bellezza e nell’armonia della Valletta del Silenzio, a due passi dal centro di Vicenza. Ai piedi del Monte Berico si apre infatti l’incanto di un’oasi di pace e di natura incontaminata, dove spiccano due tra le ville venete più belle della nostra regione: la villa Valmarana ai Nani e la Villa Almerico Capra, meglio conosciuta come La Rotonda.

Queste sontuose dimore costituiscono un’eccezione nel panorama delle ville venete, in quanto non sono direttamente legate ad un territorio agricolo, ma erano residenze in campagna di nobili famiglie vicentine che qui cercavano riposo e tranquillità.

Villa_Valmarana_ai_Nani_tiepolo_palazzinaDal colle del Santuario mariano che protegge Vicenza, una stradina incassata tra alti muraglioni da cui spuntano le chiome di alberi secolari scende dolcemente, fino ad arrivare a Villa Valmarana ai Nani. Gli amanti della letteratura riconosceranno in questa nobile dimora la Villa Diedo, residenza dei fratelli Dessalle in Piccolo mondo moderno di Antonio Fogazzaro, teatro di feste mondane e di un appassionante incontro tra Piero Maironi e Jeanne. Edificata nel corso del 1600, la palazzina rappresenta una fase dell’evoluzione architettonica della “villa” dopo Palladio.Moro

Gli affreschi di Gianbattista Tiepolo e del figlio Giandomenico sono un ulteriore capolavoro nel capolavoro. Gli ambienti della villa e della Foresteria rappresentano storie d’amore, tratte dall’epica antica e da poemi cavallereschi del 1500. Il soprannome della villa “Ai Nani” Villa Valmarana ai nani_3deriva dalle 17 statue di nani che decorano il muro di cinta. La leggenda narra che la villa fu costruita per non far conoscere la propria condizione a una principessa nana, che vi venne rinchiusa assieme a servitori, anch’essi nani, per non farla sentire differente.

Dopo una confortante tazza di cioccolata calda sulla terrazza della Foresteria, proseguiamo il nostro itinerario scendendo ancora a piedi lungo un’amena stradina, che in meno di 10 minuti ci conduce alle porte di Villa Almerico Capra Valmarana, più comunemente conosciuta come “La Rotonda”.
Rotonda_in Giallo

La villa è considerata il capolavoro di Andrea Palladio, perfetta e simmetrica realizzazione di quell’ideale di armonia classica che il grande architetto aveva perseguito per tutta la sua carriera artistica. Quattro facciate identiche, dominate da una cupola centrale che dà il nome alla villa, La Rotonda appunto.

Gli interni sono riccamente affrescati da  e rappresentano le divinità dell’Olimpo a dominare azioni ed emozioni di noi, spettatori.

 

La visita alle due ville dura circa 2 ore e mezza
Può essere abbinata alla visita del centro storico di Vicenza
ATTENZIONE: le ville si trovano entrambe in luoghi non raggiungibili con pullman. È necessario un breve percorso a piedi (circa 15 minuti) per il quale si suggeriscono comunque scarpe comode.

In alternativa si può arrivare alle ville con un’auto o con un taxi.
Gli interni della villa Rotonda sono aperti solo il mercoledì e il sabato.

Treviso, centro storico

TREVISO
CENTRO STORICO

Il centro storico racchiuso dalle sue antiche mura veneziane è uno scrigno che custodisce moltissime chicche da visitare perdendosi tra canali, vicoli e palazzi. Le acque che lo attraversano, popolate da anatre e cigni e di ruote di mulini ancora in funzione, lo rendono un centro davvero insolito che offre ai più curiosi scorci magici. A Treviso si respira aria di profonde tradizioni testimoniate dagli eleganti palazzi che si riflettono nelle sue acque e dalle sue belle e storiche piazze. I nostri itinerari vi guideranno alla scoperta delle sue bellezze d’arte custodite nelle sue antiche chiese e dei luoghi più insoliti da visitare.

ITINERARIO CENTRO STORICO (solo esterni) 1,15h
Partendo dalla stazione raggiungeremo Porta Altinia una delle tre porte cinquecentesche della città che con Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta per quasi tre secoli ha costituito uno degli unici accessi al centro. Con una breve passeggiata arriveremo poi, a Ponte San Martino per ammirare lo scorrere lento delle acque del fiume Sile per poi addentrarci nel vero cuore della città caratterizzato dalle sue belle piazze con la Loggia dei Cavalieri, la statua della “Teresona”, il Palazzo dei Trecento e la Torre Marangona. Faremo una piccola deviazione in una piazzetta un po’ defilata rispetto alle vie principali ma ben conosciuta per la presenza della sua Fontana delle tette: particolarità della ” gioiosa et amorosa” città di Treviso, ideale per rifocillarsi con la sua acqua per passare cinque minuti in allegria ascoltando la sua storia. Proseguiremo per Cal Maggiore, antico cardo romano per raggiungere il duomo e le Canoniche vecchie per rimanere rapiti da un angolo della Treviso medioevale rimasto ancora intatto. Attraverso il Portico dei Buranelli, uno degli angoli più suggestivi del centro, andremo a concludere il tour all’ isolotto delle pescheria luogo tra i più suggestivi della città rappresenta il mercato storico del pesce dove la ruota lignea di un mulino, funzionante posta su un bordo del complesso dona un tocco di antico e dinamicità a questo spazio bello da visitare durante i giorni di mercato con i suoi banchi pieni di prelibatezze.

ITINERARIO CENTRO STORICO (con interni) 2h
Partendo dalla stazione raggiungeremo Porta Altinia una delle tre porte cinquecentesche della città che con Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta per quasi tre secoli ha costituito uno degli unici accessi al centro. Con una breve passeggiata arriveremo poi a Ponte San Martino per ammirare lo scorrere lento delle acque del fiume Sile e sentire la sua storia. Attraverseremo il ponte per raggiungere la Chiesa di San Niccolò, imponente costruzione romanico-gotica che, nonostante le sue dimensioni, riesce a trasmettere senso di spiritualità e di raccoglimento; al suo interno, ammireremo alcuni affreschi del pittore trecentesco Tommaso da Modena. Entreremo poi nel chiostro del seminario attiguo alla chiesa per ammirare la sala del Capitolo con un interessante ciclo pittorico di Tommaso da Modena. Lasciata la sala del Capitolo raggiungeremo il Duomo per visitare la sua Cripta, ambiente più antico della Cattedrale e ammirare, nella cappella Malchiostro, la pala dell’Annunciazione di Tiziano Vecellio. Ci sposteremo poi attraverso il canale dei Buranelli verso le Piazza del Monte di Pietà e Piazza dei Signori. Proseguiremo passando vicino alla Loggia dei Cavalieri per raggiungere l’Isolotto della Pescheria per farci rapire dalla vitalità del mercato cittadino del pesce e andremo a concludere il tour alla Chiesa di San Francesco che conserva al suo interno le tombe di Pietro Alighieri, figlio di Dante, e Francesca Petrarca, figlia di Francesco.

 

Le donne di Vicenza

Il viso scarno, gli occhi dall’espressione bonaria che paiono come appoggiati a un pensiero sfuggente, il sorriso appena abbozzato e lievemente malinconico sono le componenti del ritratto solenne che Alessandro Maganza realizzò nel 1598 a Maddalena Campiglia, una donna che fece della propria libertà uno stile di vita. Vissuta tra il 1553 e il 1595, la sua nascita fa già presagire l’inizio di un’esistenza “anomala”: i genitori infatti, entrambi rimasti vedovi, si erano messi assieme e dalla loro unione era nata Maddalena, ma decisero di regolarizzare la loro convivenza solo molto più tardi, quando la bambina aveva già tredici anni.

Oggi nessuno obietterebbe tale risoluzione ma nella società del Cinquecento il fatto sembrò a dir poco insolito. Maddalena si sposò nel 1576 con Dionisio Colzè, presumibilmente per volere dei ricchi e nobili genitori, ma il loro matrimonio durò poco; dopo soli quattro anni infatti, la donna si separò dal marito e iniziò a vivere in completa indipendenza, dedicandosi alle attività che più amava e la gratificavano: la letteratura e la poesia. Non più incasellata in alcuna categoria sociale, iniziò la sua eccellente produzione letteraria, con scritti di vario genere, anche religioso, nei quali il suo spirito anticonformista è espresso in tutta libertà. La vita di Maddalena Campiglia rappresenta un caso eccezionale. Nel clima moraleggiante che veniva a consolidarsi in seguito alla Controriforma, era infatti assai raro quanto difficile poter fuoriuscire dagli schemi sociali tradizionali, che esigevano la precisa collocazione di ciascun individuo all’interno di categorie ben definite. Il discorso valeva in modo ancor più radicale per le donne, che, una volta oltrepassata la –pericolosa- soglia della pubertà, erano destinate a diventare mogli e madri oppure a intraprendere la strada del noviziato, quando, per ragioni spesso socialmente incomprensibili, non venivano bollate come prostitute o streghe.

I ritratti della famiglia Valmarana e della famiglia Gualdi esposti a Palazzo Chiericati ci raccontano bene questa realtà. Negli atteggiamenti delle bambine dipinte da Giovanni Antonio Fasolo si intuisce piuttosto chiaramente quale sia il destino predisposto per loro dai genitori: Margherita, che legge attentamente il suo libro di preghiere, diventerà monaca nel convento di San Pietro mentre la sorellina Isotta, futura sposa di un nobile, con la mano sul cuore sembra accogliere l’incitamento alla virtù anche a nome dei fratelli. Il cardellino di Virginia, il cui nome suggerisce già in sé il suo avvenire di suora, è simbolo della passione di Cristo mentre il cagnolino della sorella maggiore, Laura, simboleggiando la fedeltà fa presupporre che la fanciulla diventerà di lì a poco moglie e madre devota.

Non c’era, dunque, molto spazio per la fantasia e le inclinazioni personali.
Facendo un balzo in avanti di due secoli, le cose non sembrano essere molto cambiate. Nella seconda metà del Settecento prende avvio la storia di un’altra illustre donna, vicentina d’adozione ma veneziana di nascita: Elisabetta Caminer Turra. Figlia di Domenico Caminer, uomo dotato di grande cultura, redattore di vari giornali di successo come “La Nuova Gazzetta Veneta” e “L’Europa Letteraria”, Elisabetta seguì le orme del padre e divenne la prima donna a fondare e dirigere un “giornale enciclopedic”, tipica pubblicazione del periodo dei Lumi, trasformando la sua casa di Vicenza in una redazione vera e propria, aperta a quanti godessero di fama di letterati e di studiosi. Gli interessi di questa vulcanica donna spaziavano dalla divulgazione letteraria alle opere pedagogiche per i bambini, dal giornalismo al teatro, sua grande passione, da buona veneziana. Se il marito Antonio Turra, un illuminato scienziato vicentino, appoggiò sempre la fervente attività della moglie, Vicenza si rivela, al contrario, una città chiusa e ostile, maligna e piena di pregiudizi.
Ben presto la tipografia cui si appoggiava sciolse la sua collaborazione ed Elisabetta aprì una stamperia proprio in Contrà Canove Vecchie, dove abitava. Ma le vendite del giornale andavano male, alla morte del marito tutte le sue occupazioni non furono sufficienti ad assicurarle il benessere economico e la Caminer si trovò sommersa dai debiti. A peggiorare la situazione furono le sue condizioni di salute, in progressivo peggioramento a causa di un cancro al seno, male di cui morì il 7 giugno 1796, presso la Villa dell’amico Fracanzan ad Orgiano. Venne sepolta a Vicenza, nella Chiesa di Santo Stefano, dove nessuna lapide è stata posta a commemorare la sua figura.

Negli stessi anni Fiorenza Vendramin, un’altra veneziana, trapiantata a Vicenza in seguito al matrimonio con un nobile vicentino, soffrì le maldicenze della gente, che le rimproverava un temperamento fin troppo disinvolto per una cittadina di provincia. Secondo le indiscrezioni dell’epoca, la donna pare essersi resa colpevole di una storia d’amore clandestina con un ufficiale napoleonico che la abbandonò preferendo la carriera militare (diventerà generale). Forse per la delusione sentimentale, forse oppressa dai pettegolezzi e dall’ostilità del suo ambiente, la donna si tolse la vita con una dose di oppio, nel 1797.
E ancora, Suor Redenta Olivieri, la fondatrice nel 1836 dell’istituto Farina per soccorrere bambine lasciate a se stesse; Elisa Salerno, la prima donna in Italia a riuscire nell’impresa di fondare a inizio Novecento una rivista dedicata ai problemi della donna in ambito lavorativo, famigliare, sociale.
Donne tenaci, intraprendenti, dal pensiero indipendente che si batterono per dare voce alla propria libertà, spesso ostacolate da un ambiente poco recettivo e bigotto.

We Tour vi offre la possibilità di ripercorrere le vite di queste donne attraverso i luoghi in cui hanno vissuto, in un tour dove la storia e le storie si mescolano, in cui a fare da sfondo sono le eleganti, solenni architetture classiche del centro di Vicenza.

Visita la città di Vicenza in modo diverso, con uno dei nostri tour a tema!. Chiedici un preventivoinfo@wetourguide.it

I migliori street food a Vicenza

…..per una pausa di qualità

Per il viaggiatore curioso non c’è nulla di più attraente che un posticino dove andare a degustare qualche specialità, lontano dai circuiti turistici e frequentato dalla gente del luogo.
A Vicenza i buoni ristoranti non mancano, ma se preferite invece sbocconcellare qualcosa di gustoso e tipico senza fermarvi per ore seduti a tavola, ecco un vademecum per deliziare il palato e soddisfare la curiosità di conoscere la città al di là dell’arte e della storia.
Vale una sola regola: abbandonate completamente l’idea che a Vicenza si mangia solo bacalà (….o gatto? ) e si beve solo lo spritz. Tra un cicheto (qualcosa che assomiglia alle tapas, un bocconcino a base di pesce, carne o verdure), e un bicchiere di buon vino per ritemprarsi dalle lunghe camminate, potreste riscoprire una genuinità e un’originalità insospettabili.
La nostra non è una classifica, ma una piccola guida per assaggiare un morso di Vicenza. I locali che indichiamo sono sicuramente tra i migliori che abbiamo provato, e sono alcuni tra quelli che ci sentiamo di suggerire. La lista è lunga, e nelle prossime rubriche vi sveleremo altri percorsi del gusto!
Cincinnino_1Il Cincinnino – www.facebook.com/ilcincinnino
Corso Fogazzaro 73
Aperto dal martedì al sabato 11-14 e 18-22
Chiuso la domenica e il lunedì

Autentico street food di qualità, unisce il vero gusto della Toscana trova ospitalità nel pieno centro storico della città di Palladio. Il piccolo banco straripa di delizie che vanno dai crostini, alla Pappa al Pomodoro, per finire con la schiacciata alla porchetta o alla finocchiona. Ma il fiore all’occhiello di questo locale è il Wine Dispenser, che permette di conservare e servire i vini alla temperatura e alle condizioni ideali: tra i bianchi non mancano Sauvignon, Chardonnay e il toscanissimo Campotrovo. Imperdibile tra i rossi il Morellino, ma sarà il Cingalino che stupirà le vostre papille. Magari abbinato al Crostino con Salsiccia e Stracchino, vera specialità gourmet di questo sfizioso locale.
Bar Borsa_1

Il Bar Borsa – www.barborsa.com
Piazza dei Signori, 26
Aperto il lunedì dalle 18.00 alle 2.00
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 2.00

Facilissimo da trovare: basta non limitarsi a guardare la Basilica Palladiana, ma passare sotto le sue logge, dove si scorgeranno i coloratissimi tavolini di questo locale, al riparo delle arcate medievali. A qualsiasi ora si approdi qui si troverà pane per i propri denti: in tarda mattinata si parte con un brunch a base di uova, pancetta e omelette, passando poi per gli appetitosi club sandwich. Non mancherà un ritorno alla tradizione vicentina con un buon piatto di polenta e bacalà. La cucina avrà sicuramente ampia scelta anche per i vegetariani ai quali è dedicato un menu ad hoc.
Al Bar Borsa, la sera, non manca la musica live. Ecco che accompagnati dal sound check del gruppo jazz di turno, si può gustare uno dei loro originalissimi cocktail: provate il 10 e lode, gin e tonica homemade, e Palladio non avrà più alcun segreto per voi!

lA mENEGHINA_1 La Meneghina – www.meneghina.com
Contra’ Cavour, 18
Aperto da martedì a venerdì 11-15 e 17 – 0.15
Sabato 11-2.00
Domenica 11-0.15
Chiuso il lunedì

Questo locale storico di Vicenza può essere considerato il Florian de noartri”. L’antica offelleria infatti è aperta fin dal 1791, e davvero ne ha viste di cose! I patrioti vicentini sobillavano rivolte nascosti in quella che oggi è una intima saletta nel sottoscala e si può dire che un pezzo di storia del nostro Risorgimento sia stata scritta proprio qui.
Oggi questo prestigioso locale è gestito invece da un team di giovanissimi imprenditori, la cui specialità è il “pezzo”, né focaccia, né pizza: una base di pasta fatta lungamente lievitare, fino a 48 ore, su cui si possono poi stendere strati di burrata, pomodorini, crema al radicchio o vellutata di zucca, pesce e verdure. Una volta sazi, nessun problema a concludere lo spuntino con un amaro speciale: la bottiglieria del locale è ben fornita di ogni genere di distillato. Che ne dite allora di cominciare con una focaccia con pomodorini confit, fior d’Agerola, dressing di basilico e olive taggiasche.. E poi finire con sbriciolona toscana, erbette di campo e ricotta.. Dite che sia troppo e non ce la fate più? Nessun problema: il motto della Meneghina è:  Se non puoi restare portalo via con te, if you can’t stay #takemeaway.

la meneghine_2

Verona, itinerari, curiosità

Verona, città dall’anima romana ma dal profilo anche gotico e rinascimentale,  orgoglioso e disobbediente centro strategico sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. Verona rurale e Verona montanara, ma soprattutto Verona romantica! Come conoscere tutti gli innumerevoli volti di questa splendida città? Venite a scoprirla con WeTour Guide!

DA PIAZZA BRA A PIAZZA ERBE… PASSANDO DA GIULIETTA
Itinerario classico che tocca i punti più tipici della città: da Piazza Bra con la famosa Arena, a Piazza Nicolò proseguendo poi per Via Leoncino da dove sbucheremo presso la romana Porta Leoni. Da qui, su Via Cappello suoneremo a un’altra porta, quella della casa di Giulietta, eroina shakespeariana (ma siamo davvero sicuri..?). Ci spingeremo poi fino a Piazza delle Erbe, concludendo il giro dopo aver ammirato la Loggia del Consiglio, le residenze e le Arche scaligere. E magari suoneremo il campanello di Romeo, visto che la sua casa si trova lì nei pressi…

DA PIAZZA BRA A SAN ZENO… PASSANDO DA CASTELVECCHIO
Itinerario alla scoperta della parte meridionale della città: partendo da Piazza Bra, il salotto urbano per eccellenza dove si parla e si sparla, visiteremo l’Arena e gli edifici che si affacciano sulla piazza. Proseguiremo poi verso la caratteristica Via Roma, che affianca il Museo Maffeiano, fino a Castelvecchio, dove proveremo l’ebbrezza di percorrere il famoso Ponte Vecchio, rimasto chiuso fino a tempi non sospetti. Dalle Regaste lungo l’Adige raggiungeremo la monumentale Chiesa di San Zeno, antica e prosperosa abazia benedettina, concludendo la visita immersi in un’atmosfera medievale dai singolari risvolti.

 

L’arte della panificazione

Prima di acquisire il “nome d’arte” Palladio, il noto architetto era conosciuto come Andrea di Pietro della Gondola, un patronimico.
Ma che lavoro faceva il papà di Andrea? Il mugnaio. La relazione tra il mestiere di costui e la famosa imbarcazione veneziana è presto spiegata. In un tempo in cui le pale dei mulini erano azionate sfruttando soprattutto l’energia idrica, non era insolito vedere uomini come Pietro risalire il fiume più volte al giorno, su grosse barche -tipicamente venete- cariche di sacchi di grano e farina da trasportare tra i numerosi mulini disseminati lungo le rive dei corsi d’acqua.

MulinoNel territorio vicentino, fino all’inizio del Novecento (quando furono introdotti i motori a vapore) esistevano centinaia di mulini da cereali, e altrettanti erano coloro che praticavano l’arte: i cosiddetti munàri. Produttori e commercianti di un genere alimentare di prima necessità, i mugnai occupavano una posizione sociale di tutto rispetto, essi sapevano leggere, scrivere e far di conto, possedevano spesso qualche appezzamento di terra e un bel cavallo da tiro… erano un ottimo partito per le giovani don58._Molinaro-_-_Le_Arti_di_Bologna_(Annibale_Carracci)ne del villaggio!

fornoStrettamente legato al munàro era la figura del fornaro, il fornaio, ovvero colui che produceva il pane. Anche se la
polenta rimaneva il cibo base della dieta delle classi rurali, nella città di Vicenza e nei centri maggiori della provincia il consumo di pane rappresentava una forma assai diffusa di alimentazione. Si produceva il pane bianco o il più economico pane moro (con la farina grezza) e il pan biscotto che conservava bene il suo sapore per diversi giorni. I forni erano di piccole dimensioni, costruiti artigianalmente con un piano di cottura coperto da soffitto a volta. Avevano un’apertura sul davanti che veniva chiusa da una porticina di ferro o ghisa. La manodopera era prevalentemente costituita dal proprietario del forno e dai suoi familiari, con la collaborazione, talvolta, di un garzone a cui si insegnava il mestiere e si dava vitto e alloggio. Il lavoro del fornaio era fra i più duri: egli doveva alzarsi nel cuore della notte per lavorare l’impasto preparato il pomeriggio prima e lasciato lievitare col levà (lievito madre). Ne ricavava dei grossi filoni che venivano poi passati alla gràmola, un arnese di legno usato per spezzettare i filoni di pasta in porzioni di uguale grandezza che venivano poi modellati nelle diverse fogge desiderate: ciòpe, mantovane, borèle,… Dopo un altro paio d’ore di lievitazione, le forme venivano immesse nel forno precedentemente pulito e liberato dalla cenere, così che nelle prime ore del giorno la gente potesse correre a comprare il pane appena sfornato, morbido e fragrante.

Un vero artista del pane fu Massimiliano Saggiorato, della zona di Noventa Vicentina, che nel primo Novecento costruì un forno di mattoni vicino alla grande casa rurale dove la famiglia abitava da generazioni, all’interno della “corte” cinta da mura con l’aia, le barchesse, i porticati, la stalla, il pozzo, la ghiacciaia e la legnaia: un vero villaggio in miniatura! Il profumo del suo pane risvegliava tutta la comunità, e quando soffiava lo scirocco chissà, forse arrivava alle narici dei signori di quella storica, splendida villa settecentesca che ancora oggi possiamo ammirare nella campagna poco distante.

Pane

Fonti:
Ricerca dell’istituto Rezzara, Volti della civiltà rurale vicentina, Ed. Rezzara, Vicenza, 1999
Mestieri e Saperi fra città e territorio, a cura di Giovanni Luigi Fontana e Ulderico Bernardi, Neri Pozza Editore, Vicenza, 1999

 

 

Arte e mestieri

Vicenza e la sua provincia sono da sempre note per l’operosità e la capacità imprenditoriale.

Le eccellenze che caratterizzano il nostro territorio affondano le loro radici in un tessuto produttivo e commerciale dinamico e ben strutturato, attento alla qualità apprezzata sia nei mercati interni italiani che all’estero

Gli itinerari che proponiamo vogliono portare alla scoperta di queste radici operose dei vicentini che vedono protagonisti soprattutto abili artisti –artigiani che sanno mettere al servizio della modernità la sapienza appresa di padre in figlio.

Busato_Daniela_artsandcrafts_2014ARTE E MESTIERI è un percorso guidato in centro a Vicenza che prevede la visita a laboratori artigianali. Tra palazzi antichi, botteghe storiche e uomini di oggi scoprirete una Vicenza inedita che apre le sue porte lungo le tradizionali vie dello shopping e in angoli seminascosti e suggestivi. Alla visita guidata può essere abbinato una laboratorio presso un’attività artigianale del centro storico. (Stampe artistiche, lavorazione della Carta, la storia del cappello).

Uno dei settori che maggiormente hanno reso famosa Vicenza è manifattura tessile. Marzotto e LaneRossi sono due marchi conosciuti in tutto il mondo ed è molto interessante visitare i luoghi dove tutto ha avuto inizio. Il nostro itinerario VALLE DELL’AGNO e dintorni vi porterà a scoprire la Città Sociale creata dal Conte Marzotto a Valdagno, il Polo industriale Rossi di Schio, oggi patrimonio di archeologia industriale e il Museo delle macchine Tessili di Valdagno, i punti salienti di un tour tematico affascinante e inusuale. Lungo il percorso ci si può fermare ad ammirare alcune delle numerose ville o chiese che ingentiliscono questo territorio, tra le quali Villa Marzotto a Trissino costituisce una tappa irrinunciabile

Se invece si preferisce la Vallata del Brenta, a nord di Vicenza, per le sue dolci colline e per la Città di Bassano, allora vi consigliamo l’itinerario PASSATO E PRESENTE DELLA MANIFATTURA VICENTINA che vi porterà alla scoperta di un laboratorio artistico particolarmente suggestivo : il laboratorio Bonfanti.Renata-Bonfanti-storia-design

Qui artigianato e arte si incontrano per dare vita ad un’atmosfera affascinante. Visitare il luogo dove sorge l’attività che vede protagonista un’artista internazionale come Renata Bonfanti, ci permetterà di vivere un’esperienza unica che potrà continuare nella città di Bassano del Grappa che con i suoi negozi e le sue vie piene di gente offre sempre uno spaccato di vitalità vicentina piacevole e rilassante. Infine una degustazione della famosa Grappa sarà d’obbligo, su uno dei ponti più famosi al mondo.

Rimanendo sempre a ridosso delle montagne vicentine si può continuare ad esplorare il mondo della manifattura veneta con un percorso ricco di sorprese e di colore: quello della Ceramica. Il TOUR DELLA CERAMICA prevede la visita di Bassano e di Nove, a pochi chilometri di distanza. Resterete sicuramente incantati dalla ricchezza degli articoli in ceramica esposti nei vari negozi della città, ma non vi lasceremo solo guardare il manufatto finito; vi condurremo anche a sbirciare nel retrobottega di qualche laboratorio dove vi si aprirà un mondo fatto di pazienza e bravura che affonda le sue radici lontano nel tempo. A Vicenza, in particolare, la produzione ceramica ebbe un forte impulso a partire dal 1700 con la famiglia Antonibon che ottenne privilegi particolari da Venezia per la sua produzione riuscendo addirittura ad aprire un negozio nella città lagunare. La fortuna della Ceramica di Nove e Bassano fu facilitata anche dalla nascente moda di sorbire bevande come il caffè, il tè e la cioccolata presso le dimore patrizie o nei Caffè, appena comparsi nel piazze delle città. Tale moda impose un nuovo rituale, ovvero l’utilizzo di tazze, piatti e piattini e che, secondo lo stile del tempo, erano decorati con motivi ispirati al lontano Oriente. L’esperienza si può concludere con la visita del Museo della Ceramica di Nove dove potrete scoprire tutte le tappe secolo dopo secolo di questa affascinante storia.

Ceramioca-Nove

Per info e preventivi info@wetourguide.it

Vicenza e le sue donne

DOMENICA 4 DICEMBRE ore 14.30

Maddalena Campiglia, Cornelia Sale, Elisabetta Caminer Turra, Allegradonna…donna
Un itinerario guidato  alla scoperta delle donne illustri di Vicenza.

Un’ inedita panoramica che, partendo dalla splendida galleria di Palazzo Chiericati, da poco riaperta dopo il restauro dell’ala novecentesca, vi accompagnerà tra i principali monumenti di interesse storico e artistico del centro città.

lucrezia_borgiaChi ? – We Tour – guide autorizzate di Vicenza
Quando ? – Domenica 4 dicembre
Dove ? – Piazza Matteotti di fronte all’ufficio turistico IAT
A che ora ? dalle 14:30 alle 16:30 circa
Costi ? Contributo libero per la visita guidata + 7 € per acquisto biglietto Museo di Palazzo
Chiericati*

Per info e prenotazioni: info@wetourguide.it – Greta 338/4379106
La visita si terrà anche in caso di pioggia 
Non è necessaria la prenotazione

* per i residenti: validità biglietto 1 mese e possibilità di vedere anche i seguenti Musei:
Teatro Olimpico, Chiesa di Santa Corona, Museo Naturalistico Archeologico, Museo
Diocesano, Museo del Risorgimento.

PUNTO DI INCONTRO  – Piazza Matteotti di fronte all’ufficio turistico IAT

 

The dark side of Vicenza

playL’OMBRA DEL PALLADIO
Tour guidato con delitto

Vicenza è città molto bella, allegra e abondante e molto ricca, per essere li vicentini molto facoltosi, ma però terribili e scandalosi et HOMICIDIARII, et in verità posso affermare che lo stato di Venezia non ha sudditi più sanguinari e vindicativi… “
Così scriveva l’Ambasciatore di Spagna a Venezia, il Marchese di Bedmar, (1572-1655), agli inizi del ‘600…

Erano passati pochi anni dalla morte di A.Palladio…l’atmosfera non era cambiata molto …E se il mistero che aleggia attorno alla morte dell’architetto fosse collegato proprio a quelli “Vicentini, delli quali niuno si può fidare”? mah.. venite a scoprirlo con noi, con l’itinerario di Play the cityL’OMBRA DI PALLADIO.

Condotti da una guida turistica abilitata, vestite i panni di veri investigatori e tra monumenti, leggende, indovinelli, giochi e indizi, lasciate che la città di Vicenza riveli una intricata trama di misteri e verità nascoste.

Durata 3 ore con aperitivo finale

Ideazione di Play the City : “nell’era dell’esperienza, Play the City è il modo in cui noi proponiamo una diversa forma di protagonismo, rivolta a tutti, rispondendo così alla sempre più pressante esigenza di non essere passivi davanti alle cose” (Play the City)

 

Il colle di Monte Berico e le Ville

IL COLLE DI MONTE BERICO E LE VILLE STORICHE

Il Santuario di Monte Berico è il simbolo della devozione mariana vicentina ed un sontuoso ed elaborato esempio di architettura religiosa barocca, rara a Vicenza. Al suo interno cela un tesoro di opere d’arte, tra le quali la più nota è sicuramente la splendida Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese.

Il piazzale di fronte al santuario offre una vista spettacolare sulla città di Vicenza e si apre di fronte allo splendido anfiteatro delle Prealpi.

Con una breve passeggiata si raggiunge Villa Valmarana ai Nani (ingresso a pagamento, 10 euro* ) dove ci attende l’incanto delle opere dei
Tiepolo padre e figlio: nella Palazzina colore, dramma, favole, epica ci introducono in quell’atmosfera settecentesca sfavillante ed evanescente mitigata solo in parte dalla visita della Foresteria, dove realismo e velata ironia si celano dietro scene campestri e incontri galanti.

Il percorso si può concludere con la visita degli esterni di Villa Capra detta la Rotonda (ingresso a pagamento 5 euro esterni – 10 euro interni **), capolavoro indiscusso di Andrea Palladio e armonioso elegante esempio di sublime finezza d’ingegno sia dell’Architetto che del suo Committente.

 

 

*Tariffe:  Adulti: € 10,00 – Gruppi: (min. 15 persone): € 7,00 – Scolaresche: € 5,00 (1 professore ogni 15 studenti gratuito) – Studenti (ragazzi 12-18 anni e universitari fino a 28 anni): € 7,00

Persone con disabilità: gratis – Bambini sotto i 12 anni: gratis
** Tariffe: € 10,00 interni ed esterni, il mercoledì ed il sabato; – € 5,00 esterni, il martedì, giovedì, venerdì, domenica.
Per info e prenotazioni è preferibile consultare i siti delle Ville