Villa Cordellina

“I mezzi di cui dispone ancora la borghesia debbono essere utilizzati: il denaro è un potere di cui essa può ancora disporre tramutandolo in valori stabili, prima che le nuove inflazioni o nuovi limiti alla produzione ne riducano il suo potere.. il prestigio dell’Italia è più nel Palazzo Ducale di Venezia che nelle automobili Fiat e nelle gomme Pirelli”.

E’ all’insegna di questi principi che, a metà del secolo scorso,  inizia la storia recente di Villa Cordellina a Montecchio Maggiore. E’ Vittorio Lombardi, ricco industriale lombardo, ad esprimerli e a metterli in pratica perché credeva fermamente che ” vi sono dei beni sulla terra che hanno un valore assoluto. (…)” e pensava che ognuno di noi “ha il dovere di dare il proprio contributo, di mettere, potendolo, un puntello a uno di questi edifici”.

Per Villa Cordellina, negli anni ’50, serviva ben più di un puntello.  Dopo gli anni gloriosi che la villa aveva vissuto nel ‘700 grazie al primo committente, l’avvocato Carlo Cordellina, nell”800 era iniziata una lenta decadenza che aveva visto trasformare gli ambienti della dimora prima in alloggi per il collegio Lodovico Cordellina, figlio di Carlo,  e poi in stanze-magazzino per l’allevamento di bachi da seta da parte dello stabilimento Costantini. Le due Guerre mondiali avevano lasciato i loro segni:  buchi di chiodi avevano screziato muri e affreschi, mentre il giardino era stato definitivamente compromesso. Gaetano Marzotto aveva acquistato la villa nel 1943 arrestando il drammatico sfruttamento improprio dell’edificio. Ma è solo nel 1954 che Vittorio Lombardi, passato per caso per Montecchio Maggiore e innamoratosi della Villa, la acquistò e la riportò al suo antico splendore.

Dai muri imbiancati di calce riemersero gli stucchi e i paesaggi di rovine che decoravano le porte, i soffitti ripresero vita con i loro colori rococò e gli eleganti riccioli del battuto alla veneziana riapparvero magicamente. In villa tornò la luce, anche materialmente, grazie agli splendidi lampadari stile Rezzonico, che il Lomabardi fece realizzare da Archimede Seguso su disegno di Briati.

Su tutto però, trionfò il recupero degli affreschi del salone nobile, opera splendida di Giambattista Tiepolo, il pittore per eccellenza della Venezia del XVIII secolo.

Oggi l’edificio e i suoi annessi sono di proprietà della Provincia di Vicenza che ha ereditato dalla Vedova del Sig. Lombardi l’onere e l’onore di prendersi cura dell’edificio.

We Tour guide negli ultimi anni ha realizzato alcuni eventi volti a valorizzare la villa e a farla conoscere ad un pubblico sempre più vasto.

Il 26 ottobre 2016 l’apertura straordinaria delle stanze del secondo piano, ha attirato circa 1000 persone in una sola giornata. Per l’occasione è stato realizzato dal Giornale di Vicenza n video che da solo è capace di suscitare la voglia di vedere dal vivo questa maestosa dimora realizzata agli inizi del ‘700 dall’architetto veneziano Giorgio Massari.

 

 

La villa è aperta  dal 1 aprile al 31 ottobre, il martedì e venerdì: h 9.00 -13.00, il Mercoledì, Giovedì, Sabato e Domenica: h 9.00-13.00 e 15.00-18.00. Lunedì chiusa.
Nel periodo invernale, dal 1 novembre al 31 marzo, la Villa è aperta su prenotazione per gruppi.

Se desiderate vedere la villa accompagnati da una Guida di WeTour inviateci una mail a info@wetourguide.it.

 

 

 

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