Il Radicchio rosso

radicchiio-paesaggioCi sono tanti modi per conoscere un territorio: si possono scegliere l’arte e i monumenti oppure le bellezze naturali, la storia o la civiltà locale.
Esiste
però una modalità che è la fusione di tutti questi aspetti: il patrimonio rappresentato dall’enogastronomiaperché è proprio lì, nella tradizione agroalimentare, tra i sapori, i profumi e i colori delle “cose buone”, che si trova l‘anima di un territorio. L’inverno è senza dubbio la stagione del radicchio rosso, nome botanico Cichorium intybus; un ortaggio che si è fatto strada e ormai lo troviamo nell’Olimpo dei prodotti usati dai grandi chef.

Curiosa è innanzitutto la sua storia….considerato per secoli, a torto, una pianta di poco conto tanto che le sue foglie erano utilizzateradicchio_particolare_-nozze-cana prevalentemente come foraggio per gli animali e le sue radici, seccate e tostate utilizzate come surrogato del caffè, il radicchio è di lontana origine asiatica arriva nei possedimenti di terra della Repubblica di Venezia nel Quattrocento.

Oggetto di studi nei giardini botanici veneti già nel secolo successivo, solo nell’Ottocento il radicchio rosso inizia ad essere consumato sulle tavole venete, sia crudo che in tegame. Altre varietà venivano invece seminate in estate ed areano consumate in autunno fino a primavera come“zermoi” che erano protetti dal freddo coprendo le “vanese” con foglie secche.

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